Corporate Governance

Quello che attualmente chiamiamo il “Sistema di Corporate Governance” ha una lunga incubazione in AS servizi alle imprese. Nasce gradualmente nella seconda metà degli anni ‘90, sul piano organizzativo, per risolvere la vistosa contraddizione del nostro ordinamento giuridico che ha sempre ritenuto il “Datore di lavoro” responsabile di qualsiasi reato in relazione alle violazioni normative in materia di Salute e Sicurezza sul lavoro. Dal D. Lgs. 626/1994 al D. Lgs. 81/2008: dalla correzione alla prevenzione Quando, alla fine del 1994, il nostro ordinamento giuridico ha recepito le prime Direttive europee base in questa materia, quel D. Lgs. 626/1994 ha perpetuato l’impostazione tradizionale del Datore di lavoro “solo responsabile” e non ha concepito nemmeno altre “figure responsabili”, come il Dirigente ed il Preposto, che sono state introdotte solo successivamente. Quel decreto non aveva accennato nemmeno ad un “Sistema delle deleghe.


Nei convegni giuridici che si svolsero negli anni successivi, giuristi interessati arrivarono ad affermare la proprietà transitiva secondo la quale il Datore di lavoro doveva per forza essere una “persona fisica” perché il reato penale era “personale” e quindi non poteva essere contestato ad un “organo collegiale” come, per esempio, il Consiglio di amministrazione, che quindi, proprio per proprietà transitiva, non poteva essere identificato come Datore di lavoro. La “soluzione organizzativa” adottata da AS servizi alle imprese per i propri clienti è nata in quegli anni: distribuire le “responsabilità” giuridicamente proprie del Datore di lavoro, individuato come il soggetto che aveva gli “originari poteri di decisone e di spesa” (quindi anche un organo collegiale) che per quei poteri non fosse né nominato né delegato da altro soggetto (sarebbe stata una contraddizione concettuale), delega a chi, nell’Organizzazione, svolgeva ruoli direttivi, attraverso un “Sistema delle deleghe”, fornendo al contempo i poteri di decisione e di spesa (o le procedure autorizzative), che fossero in relazione a “cosa dovesse fare” il delegato, soprattutto in situazioni d’urgenza e di emergenza. Occorre attendere la Legge 3 agosto 2007, quella che fornisce la delega al Governo per emanare quello che l’anno dopo diventerà il D. Lgs. 81/2008, “testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, che introduce, con l’art. 9, la modifica del D. Lgs. 231/2001 (PDF), “disciplina delle responsabilità amministrative delle persone giuridiche e delle associazioni anche prive di personalità giuridica”, che introduce l’art. 25, che contempla a carico delle società, il reato amministrativo penale per l’omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse in violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Soprattutto il D. Lgs. 81/2008 ci riavvicina alle legislazioni degli altri paesi europei riprendendo i principi originali delle prime Direttive del 1998 (purtroppo non tutti), prevedendo già quali siano le figure responsabili interne all’Organizzazione (compreso gli stessi Lavoratori) ed anche esterne negli artt. dal 16 (Delega di funzioni) al 26 (Obblighi connessi al contratto d’appalto o d’opera o di somministrazione). Completano il panorama delle “responsabilità” l’art. 299 (esercizio di fatto di poteri direttivi) [ ] e 300 [ ], per cui può ancora nascere un problema di identificazione del soggetto responsabile, non già il fatto che vi sia una responsabilità.


Cronologicamente, le “norme cogenti” attinenti al nostro “Progetto” hanno sempre preceduto le “norme tecniche” ad adesione volontaria. In particolare le Direttive europee dalle quali derivano “norme cogenti” recepite dagli ordinamenti giuridici dei paesi componenti l’Unione Europea (EU) hanno sempre preceduto le “norme tecniche” come standard ad adesione volontaria applicabili al nostro paese (UNI) ai Paesi dell’Unione (EN), ad un livello che trascende l’Europa (ISO). Cosa possiamo fare Noi per la Vostra Azienda? As Servizi alle Imprese ha ideato il “Progetto Corporate Governance, che ottimizza tutte le “basi normative” comuni ai 4 principali standard internazionali (EU, UNI, EN ed ISO), che parte dall’esigenza comune di dotarsi di un “Modello Organizzativo”, per affrontare quindi quanto imposto da “norme cogenti”, per sviluppare quindi la “gestione” secondo metodi ad adesione volontaria, per poi coronare l’opera con le diverse “certificazioni” che regolano la qualità della gestione e conducono gradualmente il “modello organizzativo” ad acquisire una capacità auto migliorativa in progress: identificazione di “funzioni e responsabilità”.


I presupposti “minimi” per l’avvio di questo progetto sono:
- L’Organizzazione ritiene necessario applicare e non eludere le “norme cogenti” in materia di Salute, Sicurezza e Salvaguardia ambientale, le “norme cogenti” di Corporate Governance e tutte le “norme cogenti” che regolano la vita dell’Impresa (norme sul lavoro, norme contabili e di bilancio, norme fiscali, norme sulle comunicazioni ecc.).
- L’Organizzazione ha scelto di applicare l’art. 30 del D. Lgs. 81/2008 «… esimente della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231» ad “adesione volontaria”, comportante la definizione del “modello di organizzazione e di gestione” [ ] nonché le “norme tecniche” [ ] internazionali in materia di Salute, Sicurezza e Salvaguardia ambientale.
- L’Organizzazione applica raccomandazioni di “buone prassi” [ ] e/o utilizza “metodi analitici” [ ] e “linee guida” [ ] di fonti autorevoli per l’ottimizzazione dei “sistemi” per la gestione di Salute, Sicurezza e Salvaguardia ambientale.


Quali saranno i benefici per la Vostra Azienda?
Sviluppare un efficiente ed efficace Sistema di Corporate Governance, che integra la parte del sistema di gestione generale, comprendente la “struttura organizzativa”, “responsabilità”, “prassi”, “procedure”, “procedimenti” e “risorse”, per la determinazione e l'attuazione della “politica di prevenzione” degli incidenti ed infortuni, consentirà:
-il raggiungimento della piena consapevolezza e conoscenza di tutti i rischi rilevanti nel contesto aziendale attraverso l'uso di procedure di identificazione del pericolo, valutazione e controllo del rischio. Tali procedure devono essere appropriate ed adeguate nel consentire all'Organizzazione di identificare, valutare e controllare i rischi su una base di continuità;
- all'organizzazione di comprendere come le proprie attività siano o possano essere soggette ad adempimenti legali o di altro genere;
- Formazione specialistica e partecipazione attiva di tutto il personale aziendale.




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