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PERCHÉ INNOVARE CONTINUAMENTE CONSERVANDO L’IDENTITÀ

Il “Brand”, ovvero l’acquisizione di una leadership nel settore di appartenenza, è un “di cui” che serve per continuare a competere con successo, avendo già avuto successo fin dalla prima fase di start-up. Ma per crescere fino a conseguire questa condizione indispensabile per continuare ad aver successo occorre del tempo. La maggior parte delle aziende di impatto mondiale – penso a quelle storiche – hanno impiegato molte generazioni per diventare “grandi”; altre hanno impiegato meno tempo – penso per esempio a Microsoft o ad Apple, ma anche alle nostrane Mapei o Brembo –, ma ci sono voluti comunque alcuni decenni. Molte altre si sono arrestate nella loro crescita nel successo, fino a sparire, magari perché si sono accontentate del successo già ottenuto e non hanno innovato, o perché non hanno distinto la fase di start-up, che richiede un leader accentratore, dalla fase successiva di “delega” che richiede di saper distinguere fra le figure degli azionisti da quelle dei manager, o per il passaggio critico della successione generazionale, cioè per non aver saputo gestire il trascorrere del tempo, cioè le risorse che dovrebbero essere “intangibili”.


Il problema da affrontare è “come” crescere in fretta e non smettere mai di crescere. Nella pratica cosa occorre fare? Perché, c’è anche il risvolto della medaglia: più il tempo per acquisire una leadership di mercato si allunga, più cambiano i mercati e i competitor. Non è sufficiente crescere, ma occorre anche saper innovare e mantenersi competitivi rispetto alle nuove sfide.


La risposta è stata già data da una ricerca empirica presso la Stanford University durata sei anni, che ha esaminato un gran numero di aziende nelle fasi di start-up, di medie e grandi dimensioni, per poi selezionarne 18 e metterle a confronto con i loro principali concorrenti, che ha portato a concludere che le aziende non crescono e non durano nel tempo se si limitano a tagliare i costi, a ristrutturarsi periodicamente senza innovare, o a puntare unicamente alla pura ricerca del profitto: «… il tratto distintivo fondamentale delle aziende più durature e di maggior successo è che esse mantengono intatto il nucleo ideologico fondamentale, stimolando allo stesso tempo il progresso e il cambiamento di tutte le componenti che non fanno parte di questo nucleo fondamentale. In altre parole, queste aziende distinguono i loro valori fondamentali immutabili (che non dovrebbero mai cambiare) dalle loro pratiche operative e dalle strategie di business (che dovrebbero cambiare costantemente per rispondere ai cambiamenti circostanti. Nelle aziende davvero grandi, il cambiamento è una costante, ma non è l’unico fattore. Esse comprendono la differenza tra quello che non dovrebbe cambiare e quello che invece dovrebbe essere aperto al cambiamento, tra ciò che è sacro e ciò che non lo è. E capendo con grande chiarezza che cosa non dovrebbe mai cambiare, sono maggiormente in grado di stimolare il cambiamento e il progresso di tutti gli altri ambiti» [[1]].


L’identità di un’organizzazione non s’inventa di volta in volta, secondo gli eventi, ma adatta il suo “processo di gestione & controllo” mantenendo immutate le “politiche”:


 


 


As servizi alle imprese, nel concepire il progetto di “change management” secondo principi di Total Quality Management da suggerire ai propri Clienti, è partita dall’aver analizzato una realtà storica della nostra regione: n’è emersa la focalizzazione imprenditoriale nel “fare il prodotto” (fase di “gestione”), trascurando per lo più tutte le altre fasi che precedono o seguono. Le Imprese nostrane, dopo questo lungo periodo di crisi, non possono pensare che nulla sia successo e credere che “passata a’ nuttata”, possano ripartire con lo stesso modello gestionale usato prima del 2007 aspirando al successo. Gli “altri” non sono rimasti a guardare. Non va trascurato inoltre che da noi la crisi ha radici antiche, è stata determinata, per lo più, da un lungo ritardo nell’innovare i sistemi gestionali, e, ci dimostrano le eccezioni, per non aver operato storicamente creando e difendendo una “identità” dell’Impresa, e al contempo, innovando continuamente il “modo” di realizzare il prodotto.






[1] - Cfr. Collins C. James, Porras I. Jerry – Built to Last.Successful Habits of Visionary Companies – Harper Business, New York 1994 (2004IIed.).




 

 

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