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IL RUOLO DELLA CONSULENZA NEL REENGINEERING DELL’IMPRESA


Nel “documentare l’ «Attività 1 “ORGA”» non solo vengono raccolte informazioni sullo stato dell’arte dell’organizzazione, rappresentando questa come un “sistema” di processi funzionali di line e di staff, realizzati con risorse proprie, ma vengono prese in considerazione anche quei processi che chiamano in causa “risorse esterne”, che fanno “rete” con l’Impresa, realizzano il “supply-chain”, l’allungamento della catena del valore. Questi rapporti “esterni” sono sempre più numerosi ed essenziali, perché, «… trovare una strada attraverso cui perseguire lo sviluppo sostenibile richiederà di associare prospettive, conoscenze e risorse diverse. Nessun soggetto individualmente, nessuna organizzazione da sola e nemmeno un singolo segmento della società globale è in grado, agendo da sé, di identificare ed implementare le soluzioni alle grandi sfide che l’umanità oggi si trova a fronteggiare» [[1]]. Figuriamoci se può riuscirvi una PMI da sola, con una logica autarchica.


Il problema che si pone, tuttavia, è duplice: da un lato abbandonare l’ideale autarchico come storicamente obsoleto e dai risultati infruttiferi ed accettare le “contaminazioni e gli scambi” con terze parti; dall’altro è includere gli “interni” e gli “esterni” in un unico modello organizzativo per realizzare il massimo valore possibile di sinergia. Va da sé che è più facile riuscirvi con terze parti con la quali si instaurano rapporti di lungo termine le cui prospettive tendono a trasformare quel rapporto dalla logica “cliente/fornitore” a quella di “partnership in obiettivi comuni”.


L’ «Attività 2 Lista dei poteri», per le risorse “interne” è regolata dalle norme giuridiche sui rapporti di lavoro e sulle “deleghe di funzioni” che, sempre ope lege, devono essere documentate e sono indispensabili per regolare le “responsabilità” reciproche di delegante/delegato nei processi di lavoro, e per gli “esterni” sono regolate dai “contratti”, che evidentemente vanno ripensati nelle loro clausole alla luce di queste considerazioni. Rimanevano fuori le figure dei consulenti, che non assumevano alcuna responsabilità per il loro operato, perché rimanevano esterni ai processi organizzativi dell’Impresa. Con il varo nel 2007 dell’aggiornamento del D.Lgs. 231/2001 sulla “Corporate Governance”, anche loro potranno/dovranno assumere responsabilità nell’organizzazione dell’Impresa Cliente: vedere allegato WP CM 16 Impresa & Stakeholder (in basso a  sinistra)


 






[1] - Cfr. Institute of Social and Ethical AccountAbility - IL MANUALE DELLO STAKEHOLDER ENGAGEMENT. Volume 2: Il Manuale per il professionista dello STAKEHOLDER ENGAGEMENT – Ottobre 2005.



Vedi Allegato


 

 

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