Cerca:


PERCHÉ IL CHANGE MANAGEMENT?

 


Il modello tradizionale della gestione aziendale, guarda per lo più ai trend storici fatti registrare dalla stessa impresa, e/o dal suo settore di appartenenza e (ma raramente) fa anche riferimento ad alcuni “driver” macroeconomici come l’andamento dell’economia nazionale o l’andamento dei prezzi delle materie prime, quindi, nella maggior parte dei casi, con il buonsenso del “… speriamo che io me la cavo!” e l’intuizione imprenditoriale, si possono elaborare le previsioni di budget. A volta neppure quelle: si decide giorno per giorno cosa fare.


Secondo Carnevale-Maffè [[1]], questo modello va radicalmente rivisitato perché il nuovo paradigma organizzativo dell’Impresa richiede uno change management “permanente”. Non è più sufficiente gestire l’Impresa sulla “mappa visibile” disegnata dai manager, ma sempre di più si deve contemplare il ruolo determinante della “mano invisibile” del mercato”, che rende rapidamente obsoleta quella “mappa visibile”.


Questo problema che il management è chiamato a risolvere, nel “come fare” questo diverso modello di pianificazione & controllo, può trovare un inizio di soluzione in un “processo di management” dell’Impresa, razionale e disciplinato da metodologie e decisioni “sulla base di dati di fatto certi”, che può essere così schematizzato in una successione di fasi logiche:



Per l’aspetto “dati di fatto certi”, sempre indispensabili per non tendere al “divinatorio”, AS servizi alle imprese prende in prestito una considerazione sulle “sfocature”, già sviluppata da autorevoli esperti della Ernest & Young che hanno affermato: «… non stiamo offrendo una parola definitiva sul nostro argomento, ma un punto di partenza: idee provocatorie, osservazioni e previsioni per indurvi a pensare in modo creativo sul vostro business e sul vostro futuro» [[2]].


Perché vi sono almeno tre fattori che inducono a parlare di sfocature in luogo di dati di fatto certi che rimangono tali per un tempo sufficiente a formulare una qualche strategia di lunga prospettiva realizzarsi tal quale è stata concepita: 1) la velocità del cambiamento del business in una economia globalizzata, e, di conseguenza, la necessità conseguente dell’adeguamento dell’organizzazione dell’Impresa, che potremmo definire col concetto di “cambiamento in tempo reale”; 2) ogni cosa, ormai da tempo e sempre più velocemente, in un’epoca di “connettività”, è connessa a tutto il resto: prodotti, persone, società, nazioni, ecc, si influenzano a vicenda, cambiano lo scenario di riferimento e fanno saltare del tutto le previsioni alla base di “dati certi”; 3) ogni cosa, formata da valori “tangibili” ed “intangibili” sta evolvendo sempre più in funzione di una crescita sempre più veloce e determinante dei “valori intangibili”, che si alimentano di comunicazione e conoscenza.


Proprio per queste “sfumature” le regole di “certificazioni” sulla base di standard internazionali appaiono necessari, ma certo non più sufficienti e risolutivi. Occorre piuttosto puntare sulla logica della qualità totale, cioè per tutti gli aspetti, che non è “normalizzabile” in standard da tutti applicabili tal quali. Occorre evolvere dalle “regole per tutti” alle “soluzioni uniche” che creano l’identità dell’Impresa.


 


Per questi aspetti di evoluzione continua AS servizi alle imprese ha messo a punto uno specifico “servizio”, che ha chiamato, appunto, “change management”, che ha per obiettivo di far evolvere la cultura di gestione delle PMI nostrane da una logica incentrata nel saper fare “il prodotto”, cioè su aspetti “tangibili”, ad una più attuale logica di stabilire il “cosa di diverso si potrebbe fare” in funzione della mano del mercato, che si può imparare a farla diventare visibile, cioè privilegiando gli aspetti “intangibili”. Il raffinamento di questo processo di budget & controllo è in grado anche di individuare ed attuare per tempo le innovazioni necessarie da apportare internamente al modello organizzativo aziendale per allinearlo alle esigenze del mercato.


AS servizi alle imprese ha pubblicato sul suo sito web alcune Newsletter sulla necessità del “reengineering”  gestita nella logica del Total Quality delle modalità di gestire l’Impresa, nella logica del “impariamo dagli errori”, reengineering necessariamente guidato da una “terza parte”, perché non è mai utile ed efficiente essere controllori di se stessi, e sul tema di «Stabilire gli “obiettivi” e la “politica” della Corporate Governance 231», cioè la seconda e la terza fase del processo di riferimento sopra schematizzato. Con questa nuova Newsletter sul tema «La gestione dell’Impresa in funzione del suo mercato», entra nel merito di cosa programmare e come controllare della gestione dell’Impresa, utilizzando l’idea centrale del WP Management SK 1 – La filosofia del Value Based Management (allegato in basso a sinistra)


 






[1] - Carlo Alberto Carnevale-Maffè insegna alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi, di Milano, ed ha pubblicato recentemente questa considerazione sullo “change management” nel supplemento al n. 7-8, 2014 di Harward Business Review-Italia.




[2] - Cfr. Davis  Stan, Meyer Christopher – Blur: The Speed of Change in the Connected Economy – Addison-Westey, New York 1998.



Vedi Allegato


 

 

Login

Username:

Password:

 

Newsletter

 
 
Social

 

PARLACI
DELLA TUA
PROBLEMATICA


RICHIESTA
INFORMAZIONI