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IL CONSULENTE PER IL RE-ENGINEERING DELL’IMPRESA:

In una recente statistica, Harward Business Rewiew [[1]] ha censito i primi 100 Amministratori delegati (CEO) al mondo, attivi in aziende quotate, che siano riusciti a realizzare le performance migliori sul lungo periodo, con valutazioni basate sui dati:


1) il ritorno totale per gli azionisti, aggiustato per settore;


2) il ritorno totale per gli azionisti, aggiustato per Paese;


3) l’incremento complessivo della capitalizzazione di mercato.


Una classifica, quindi, che misura la crescita di redditività delle imprese sul lungo periodo, nella quale non possono apparire gli spettacolari “fuochi di paglia” dalle eccezionali performance nel breve periodo, che scompaiono presto.


Non stupisce che 53 su 100 siano CEO di imprese Americane, né che vi siano registrati soli due giapponesi: è l’evidente differenza che si è andata realizzando con quasi un decennio di stagnazione dell’economia del sol levante. Non stupisce nemmeno che gli Europei siano solo 23, perché sembra il realistico peso dell’economia europea rispetto a quella mondiale, poco meno di un quarto, economia globale che annovera fra i più efficienti anche soli 5-6 nomi fra Hong Kong, Cina e Taiwan, mentre stupiscono le ben 9 presenze canadesi, che evidentemente coglie i frutti della costante continuità di crescita. Per Messico, sud America, Australia solo 7-8 citazioni. Nessuna dal sud-est asiatico, India, Africa e Europa orientale. I reali rapporti di forza nelle efficienze di management sembrano essere stati ben rilevati.


Quando si esamina la composizione per Paese dei 23 europei c’è la conferma delle gerarchie che si sono andate assestando nell’ultimo ventennio: 6 inglesi, 5 tedeschi, 3 svedesi, 2 citazioni ciascuno per danesi, svizzeri e francesi e una ciascuno per spagnoli, norvegesi e belgi.


Non vi sono citazioni per l’Italia, che pure in termini assoluti è la terza economia “nazionale” nell’ambito della CE. Evidentemente c’è differenza fra “massa” ed “eccellenza”. C’è quindi ancora molto da recuperare nell’innovazione del “management” delle imprese del nostro Paese, perché stare indietro sia come dimensioni d’impresa sia come performance può significare più che attardarsi rispetto agli altri, precipitare. Ma risalire la china si può, basta non perseverare nelle concezioni autarchiche “padronali”, saper distinguere i ruoli dell’azionista e del manager e aprirsi all’innovazione dei metodi di gestione.


 


La soluzione che consigliamo la potrete leggere nel Working Paper n. 1 – Chiamare il consulente (VEDI ALLEGATO)






[1] - HBR – The Best Performing CEOs in the World – in HBR 11-2014; tr.it. – I 100 CEO più performanti del mondo – in HBR-it 11-2014.


 



Vedi Allegato


 

 

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